La stampa 3D a pellet non è solo una questione di produttività industriale. Per università e centri di ricerca, rappresenta un’opportunità unica per esplorare materiali, processi e applicazioni che la stampa a filamento non può raggiungere. Gli estrusori Dyze Design Pulsar e Pulsar Atom sono gli strumenti ideali per questo tipo di ricerca.
Ricerca sui materiali: la killer application
Il vantaggio più significativo della stampa a pellet in ambito accademico è la possibilità di lavorare direttamente con i granuli, lo stesso formato utilizzato nello stampaggio a iniezione. Questo apre scenari impossibili con il filamento: formulazione e test di compound custom in piccole quantità, studio del comportamento reologico di nuove miscele polimeriche, ricerca su materiali riciclati e economia circolare (i pellet da plastica riciclata costano pochissimo), sperimentazione con cariche funzionali (fibre, polveri metalliche, ceramiche), e validazione di nuovi materiali prima della produzione del filamento.
Grande formato per grandi idee
Il Pulsar™, con la sua portata di 2,5 kg/ora, trasforma una stampante di grande formato in una macchina capace di produrre prototipi a scala reale in ore anziché giorni. Per facoltà di architettura, design industriale e ingegneria, significa poter realizzare mock-up, stampi e componenti strutturali che prima richiedevano lavorazioni esterne costose e lente.
Economia circolare e sostenibilità
La stampa a pellet è intrinsecamente più sostenibile: i granuli riciclati sono prontamente disponibili e a bassissimo costo, il processo elimina il passaggio di estrusione del filamento (meno energia, meno trasporto), ed è possibile utilizzare scarti di produzione direttamente come materiale di stampa. Per dipartimenti di ingegneria ambientale e scienza dei materiali, questa è una piattaforma di ricerca a sé.
Setup consigliato per un laboratorio
Per integrare la stampa a pellet in un laboratorio universitario servono un estrusore Dyze (Pulsar per grande formato o Pulsar Atom per formato compatto), una stampante 3D di grande formato o un braccio robotico su cui montare l’estrusore, una scheda di controllo compatibile (Duet3D, controller con firmware Klipper o Marlin), una tramoggia per l’alimentazione dei pellet (inclusa o opzionale), e pellet di vari materiali per la sperimentazione. Su DHM-online trovi tutti questi componenti, inclusi pellet Formfutura e schede Duet3D.
Acquisto tramite MEPA
Gli estrusori Dyze Design e tutti i componenti correlati sono acquistabili tramite MEPA su DHM-online. Offriamo preventivi personalizzati per la configurazione completa del laboratorio, includendo estrusore, elettronica, materiali di avvio e accessori. Contatta il team DHM per assistenza.
Domande frequenti sulla stampa 3D a pellet per ricerca e università
1. Quali sono i vantaggi della stampa 3D a pellet rispetto al filamento nella ricerca?
La stampa a pellet permette di utilizzare direttamente i granuli termoplastici impiegati nello stampaggio a iniezione, eliminando il costo e i limiti della trasformazione in filamento. Per un centro di ricerca, questo significa poter testare compound polimerici custom, studiare materiali riciclati a basso costo e sperimentare con cariche funzionali (fibre di carbonio, polveri metalliche o ceramiche) che sarebbero impossibili da gestire in formato bobina a causa della loro fragilità o viscosità.
2. Estrusore Pulsar vs Pulsar Atom: quale scegliere per il laboratorio?
La scelta dipende dalla scala dei progetti. Il Dyze Design Pulsar™ è progettato per la stampa di grande formato, con una capacità di estrusione fino a 2,5 kg/ora, ideale per prototipi architettonici o stampi industriali su larga scala. Il Pulsar Atom è invece la versione compatta, ottimizzata per chi necessita di alta precisione su volumi medi o per l'integrazione su stampanti desktop professionali e piccoli bracci robotici, mantenendo la flessibilità di processare quasi ogni tipo di pellet.
3. È possibile fare economia circolare con la stampa a pellet in università?
Assolutamente sì. La stampa a pellet è la tecnologia abilitante per l'economia circolare nei dipartimenti di ingegneria ambientale. È possibile triturare scarti plastici di laboratorio o post-consumo e trasformarli direttamente in nuovi oggetti stampati. Poiché i pellet riciclati costano fino a dieci volte meno rispetto al filamento vergine, i laboratori possono condurre sperimentazioni massive sulla sostenibilità dei materiali con un impatto economico minimo sul budget del progetto.
4. Come si integra un estrusore a pellet su un braccio robotico o una CNC?
L'integrazione richiede un sistema di controllo flessibile come le schede Duet3D o controller basati su firmware Klipper, disponibili su DHM-online. Grazie al design industriale degli estrusori Dyze, il montaggio meccanico su bracci robotici o portali CNC è semplificato. Questa configurazione permette di superare i limiti dei volumi di stampa tradizionali, consentendo la fabbricazione additiva di componenti di dimensioni metriche con geometrie complesse e materiali tecnici ad alte prestazioni.
5. Come acquistare sistemi di estrusione Dyze Design tramite MEPA?
Tutti i componenti per la stampa a pellet, inclusi gli estrusori Pulsar, le elettroniche Duet e i pellet Formfutura, sono presenti nel catalogo di DHM-online su MEPA. Le università e gli enti pubblici possono richiedere preventivi personalizzati per "pacchetti ricerca" che includano l'estrusore, il sistema di alimentazione pellet (tramoggia) e i materiali di avvio. Il team DHM fornisce supporto completo per la codifica dei prodotti a bando e per tutte le procedure di fatturazione elettronica istituzionale.





