Il filamento ha scoppiettato durante la stampa? La superficie è ruvida e piena di bolle? La resistenza del pezzo è crollata? Con ogni probabilità il colpevole è l’umidità. Quasi tutti i filamenti per stampa 3D sono igroscopici: assorbono umidità dall’aria e le loro prestazioni degradano. La soluzione è l’essiccazione.
Perché l’umidità è un problema
Quando un filamento umido viene riscaldato nell’hotend, l’acqua intrappolata nel materiale evapora istantaneamente, creando microbolle di vapore nel fuso. Questo causa scoppiettii e crepitii durante l’estrusione, bolle e crateri sulla superficie della stampa, riduzione della resistenza meccanica (fino al 30-50%), stringing eccessivo, e nei casi peggiori intasamento dell’hotend.
Quali materiali sono più sensibili
Non tutti i filamenti assorbono umidità allo stesso modo. Il Nylon (PA) è il più igroscopico in assoluto: può assorbire fino al 9% del suo peso in acqua e deve essere essiccato prima di ogni utilizzo. Il PVA, essendo solubile in acqua, è estremamente sensibile. Il TPU/TPE assorbe umidità rapidamente. Il PETG e il PC sono moderatamente igroscopici. Il PLA è relativamente resistente ma degrada comunque con umidità prolungata. L’ABS e l’ASA sono i meno sensibili.
Temperature e tempi di essiccazione
|
Materiale |
Temperatura |
Tempo minimo |
Tempo consigliato |
|
PLA |
45-50 °C |
4 ore |
6-8 ore |
|
PETG |
60-65 °C |
4 ore |
6-8 ore |
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ABS / ASA |
60-80 °C |
2 ore |
4 ore |
|
Nylon (PA) |
70-80 °C |
6 ore |
12-24 ore |
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TPU / TPE |
50-55 °C |
4 ore |
6-8 ore |
|
PC |
80-120 °C |
4 ore |
8-12 ore |
|
PVA |
45-50 °C |
4 ore |
6-8 ore |
|
PA-CF / PA-GF |
70-80 °C |
6 ore |
12-24 ore |
Metodi di essiccazione
Dryer dedicato per filamenti
La soluzione migliore e più pratica. I filament dryer (come quelli integrati nell’AMS di Bambu Lab, o modelli stand-alone) mantengono temperatura costante e controllata, con circolazione d’aria. Alcuni permettono di stampare direttamente dal dryer, mantenendo il filamento asciutto durante tutta la stampa. È la scelta raccomandata per chi stampa regolarmente con materiali igroscopici.
Forno domestico
Funziona, ma con cautela. Impostare la temperatura più bassa possibile e verificare con un termometro separato: molti forni hanno oscillazioni di temperatura significative che possono fondere o deformare la bobina. Non usare il forno ventilato alla massima potenza. Non superare mai la temperatura di transizione vetrosa del materiale.
Essiccatore per alimenti
Un’alternativa economica che funziona bene per PLA e PETG. I modelli con regolazione della temperatura e timer sono preferibili. L’inconveniente è che la bobina potrebbe non entrare in tutti i modelli.
Prevenzione: stoccaggio corretto
La migliore strategia è prevenire l’assorbimento di umidità. Conservare i filamenti in sacchetti sottovuoto con bustine di gel di silice. Usare contenitori ermetici (tipo Cereal Box) con igrometro per monitorare l’umidità. Rimettere il filamento nella busta dopo ogni utilizzo. Per il Nylon: essiccare prima di ogni sessione di stampa, indipendentemente dallo stoccaggio.
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FAQ: Guida all'essiccazione e conservazione del filamento
1. Come capire se il filamento per stampa 3D è umido?
I segnali inequivocabili di un filamento contaminato dall'umidità sono piccoli scoppiettii (pop) udibili durante l'estrusione, una finitura superficiale ruvida con bolle o micro-crateri e un aumento drastico dei filamenti di bava (stringing). Se noti che la resistenza meccanica del pezzo è inferiore al solito o che il filamento si spezza facilmente mentre viene caricato, è necessario procedere con un ciclo di essiccazione prima di riprendere la stampa.
2. Quali sono i filamenti più igroscopici che richiedono essiccazione?
Il materiale più critico è senza dubbio il Nylon (PA), che può assorbire umidità in poche ore; seguono i filamenti di supporto come il PVA e i materiali flessibili come il TPU. Anche il PETG e il Policarbonato (PC) risentono molto dell'umidità ambientale. Il PLA è più tollerante, ma in ambienti molto umidi può degradarsi e diventare fragile, rendendo l'essiccatore uno strumento utile per quasi ogni tipo di materiale.
3. Si può usare un forno domestico per essiccare il filamento?
Sì, ma con estrema cautela. I forni di casa hanno spesso oscillazioni di temperatura superiori ai 10-15°C rispetto al valore impostato, rischiando di far superare al materiale la temperatura di transizione vetrosa ($T_g$). Se la temperatura sale troppo, le spire del filamento potrebbero fondersi tra loro o la bobina di plastica potrebbe deformarsi irrimediabilmente. Per risultati sicuri e ripetibili, è sempre preferibile utilizzare un dryer dedicato con controllo digitale della temperatura.
4. Quanto tempo deve stare il filamento nell'essiccatore?
I tempi variano in base alla sensibilità del polimero e al grado di saturazione. In generale, per PLA e PETG sono sufficienti dalle 4 alle 8 ore a 45-60°C. Per materiali industriali come il Nylon o il PA-CF, possono essere necessarie dalle 12 alle 24 ore a temperature più elevate (70-80°C). È fondamentale non avere fretta: un'essiccazione lenta e costante garantisce che l'umidità venga rimossa anche dal cuore della bobina.
5. Qual è il modo migliore per conservare il filamento dopo l'apertura?
La prevenzione è la chiave per stampe di qualità. Una volta estratto dal dryer o finito l'utilizzo, il filamento deve essere riposto in sacchetti sottovuoto o in contenitori ermetici con abbondante gel di silice. L'ideale è utilizzare dry-box dotate di igrometro per monitorare che l'umidità interna resti sotto il 15-20%. Su DHM-online sono disponibili sistemi di stoccaggio e ricariche di essiccante per mantenere i tuoi materiali sempre pronti all'uso.





